La questione di genere e soprattutto dell'orientamento sessuale sono tematica importante nel mondo attuale.

“Chi sono? In quale genere mi riconosco? Quale genere mi attrae?”. Queste e altre domande sono state al centro della formazione svoltasi in Grecia dal 17 al 24 giugno con il contributo del programma Erasmus+.

Uno spazio in cui condividere tematiche legate all'orientamento sessuale e di genere e provare insieme a trovare modalità per rendere più inclusivo il lavoro con giovani che si identificano nei gruppi lgbt.

30 operatori di 8 nazioni europee hanno avuto l'occasione per dar il via a una tavola rotonda sul tema, dando anche origine a una rete di conoscenze e competenze che non potrà che giocare a favore del miglioramento del lavoro giovanile.

La scelta dei giorni in cui svolgere il corso di formazione non è stata casuale: a suffragio del tema trattato, sono stati programmati un incontro con  dei portavoce della comunità greca LGBTQI e la partecipazione al pride “Thessaloniki 2019”, con lo slogan "Facciamo la storia", tirando le somme dai fatti avvenuti da Stonewall, 50 anni fa, ai giorni nostri.

Informare e rendere consapevoli gli ambienti che frequentiamo, portando alla luce temi che toccano l'intimo, diventa un imperativo morale in una società proiettata al miglioramento della persona, in particolar modo del giovane.

E’ stato uno spazio aperto in cui confrontarsi e nel quale scoprire l’importanza, almeno da parte nostra, partecipanti italiane, di togliere le etichette, di ridurre questo bisogno di definire ogni singola cosa in specifiche categorie che, per forza di cose, escludono il resto. Il bisogno di orientare il lavoro verso un’inclusività più ampia, che vada oltre la questione di genere e rimuovendo le diverse etichette che ogni giorni ci appiccichiamo addosso, diventi spazio inclusivo in quanto tutti esseri umani, pensanti e soprattutto “sententi”, con emozioni e sentimenti, qualsiasi essi siano.

Una possibilità di osservare il proprio modo di porsi nel mondo, il proprio modo di creare separazione, il proprio bisogno di definirsi o di non definirsi, lasciandosi piuttosto fluire con il costante cambiamento che la vita è.

Lasciarsi essere, questo il punto di base da cui partire, permettersi di essere esattamente ciò che si è, in questo istante e non più in quello successivo, in un costante evolvere dell’essere, nella sua bellezza e unicità!

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